Design thinking: la mappa come pensiero, strumento, prodotto

Nel suo libro sulle metafore dell’organizzazione, Gareth Morgan propone la comparazione tra organizzazione e cervello, in quanto entrambi sistemi olografici.
I principi della progettazione olografica sono: “Far entrare l’intero nelle parti” “Creare interdipendenza e ridondanza” “Creare specializzazione e nel contempo generalizzazione” “Creare la capacità di auto-organizzarsi” .
BBN è un esempio di design thinking, un pensiero progettuale tridimensionale, senza soluzione di continuità fra relazioni aziendali, processo produttivo, prodotto stesso e rapporti con l’utenza. Siamo convinte che i processi di adattamento e la gestione dei cambiamenti siano molto più semplici e veloci in un sistema team-based, dove cluster autogestiti e multidisciplinari creano in un ambiente sistemico, che si fa prodotto esso stesso. Una struttura che non resiste alle sollecitazioni dunque, ma le accompagna. Un’organizzazione adattiva, non gerarchica e un workflow non lineare, per generare un prodotto flessibile altrettanto adattivo: il libro liquido. In questa visione olistica lo strumento principe è la mappa mentale. Da forma di pensiero a strumento operativo per diventare prodotto [mai] finale.

La citazione riporta l’abstract di un intervento allo Smau (relatrici Noa Carpignano e Maria Grazia Fiore – Milano 2011) nel quale è stata presentata BBN editrice.
BBN infatti è stata progettata insieme ai suoi prodotti. Su di essi ha trasferito le proprie caratteristiche e, nello stesso tempo, ne è stata plasmata. Progettare una casa, un business plan o un armadio significa creare una porzione di spazio isolandola dall’esterno tramite frontiere (confini, muri, numeri). Tale porzione può essere ulteriormente suddivisa e, secondo gli obiettivi che ci siamo prefissati, ci possono essere dei collegamenti fra interno ed esterno (una casa avrà le porte, mentre un cassetto è bene non abbia un buco che lo collega a quello sottostante). Ma spazi interni non vuol dire spazi chiusi o isolati; la continuità spaziale deve comunque essere garantita senza soluzione di continuità: uno spazio di relazione, di comunicazione. Supponiamo quindi di fare design solo con questo spazio, quello di relazione, e di abitare solo quello. Non abbiamo muri ma solo connessioni. E iniziamo quindi a configurarle.

Abbiamo delle persone che sulla mappa sono insiemi di oggetti relazionati tra loro sulla base di tipi, non si tratta di una gerarchia ma piuttosto di un’olarchia, dove non c’è una posizione – appunto – gerarchica, ma cluster autogestiti e mutevoli dove la posizione di ognuno (in un dato momento) è data dall’unicità dei frutti che può dare il suo interagire con gli altri. Abbiamo così una mappa di dati mai completa, dati che, come i pensieri che rappresenta, sono un flusso, un diario di bordo e, nel contempo, un’impalcatura che ci consente di vedere l’intera struttura di un’idea così come di entrare nel dettaglio. Questa impalcatura facilita la creazione condivisa, chiamiamole intuizioni collettive, e la condivisione della creazione. In questo modo ciascuno può ottenere la comprensione visiva di un livello più elevato, e questo è fondamentale in progetti complessi.
Noi tutti siamo abituati a organizzare dividendo e spezzettando, e organizzando i dati in cartelle e sottocartelle (pensate alla directory del vostro computer) arriviamo alle parti più piccole. E la complessità del sistema tende ad aumentare man mano che andiamo specializzando. Creare una mappa è come sovrapporre un livello di semplicità attraverso il quale leggere la complessità.

Colleghiamo le cose insieme, piuttosto che dividere e separare la conoscenza in piccole porzioni. In ogni caso se vogliamo lavorare con approccio riduzionista possiamo farlo perdendoci però le interdipendenze, mentre così è sempre percepibile il contesto di riferimento all’interno del quale si può agganciare un’idea o un nuovo progetto che, il più delle volte, scaturirà dal contesto stesso. Ed è questo a far sì che l’insieme sia più della somma delle sue parti favorendo anche una forma di magnetismo che facilita l’aggregazione, sia da un punto di vista di collaborazioni autoriali, sia per quanto riguarda i contenuti.

La struttura che si crea è metastabile: si regge su un non equilibro capace di persistere, potremmo quindi dire che è resiliente. Abbiamo quindi un organigramma a geometria variabile, una struttura policentrica e dialogica dove i confini sono sostituiti dalle connessioni, esattamente come il prodotto che viene creato: il risultato del lavoro ha le stesse caratteristiche “elastiche” della struttura operativa che l’ha realizzato.

In questa avventura l’innovazione sta non tanto nel modo nuovo di affrontare un singolo processo, ma nel sovvertire i tradizionali approcci in tutta quella che è normalmente chiamata “filiera editoriale”… ecco: qui è sparita la filiera. Qui si è creata un’organizzazione del lavoro che è essa stessa un contesto formativo, esattamente come sarà il “libro” che stiamo creando.

Lavorano a tempo pieno, collaborano o hanno collaborato:

  • Adriana Sartori
  • Alberto Ricciardi
  • Alberto Salza
  • Alberto Voltolini
  • Alessandro Vigiani
  • Alexandra Auerbach
  • Alfredo Luvino
  • Anna Rita Vizzari
  • Anna Villa
  • Antonella Olivieri
  • Augusto Cavadi
  • Carla Bordini
  • Carla Crivello
  • Carla Vigolini
  • Carmen De Marco
  • Carmen Mandarino
  • Carola Barbero
  • Chiara Liotta
  • Claudio LoJacono
  • Cristina Cocilovo
  • Daniela Bertocchi
  • David Sorani
  • Davide Gennarino
  • Davide Mana
  • Donatella Piacentino
  • Donatella Vignola
  • Elena Rossi
  • Elisa Pirozzi
  • Elisabetta Ceroni
  • Emanuele Brigandì
  • Emanuele Nonni
  • Emma Montefusco
  • Enrico Bassignana
  • Erica Pellizzoni
  • Evelise Aimonetto
  • Franca Quartapelle
  • Francesca Bensi
  • Francesca Cattina
  • Francesca Lapolla
  • Francesca Longoni
  • Francesca Rossetti
  • Francesca Tesoriere
  • Fulvio Corsini
  • Giacomo Marchisio
  • Giliola Giurgola
  • Giorgia Gioia
  • Giorgio Macaluso
  • Giorgio Ressi
  • Giulia Giordani
  • Giulia Palmieri
  • Giulio Pignatta
  • Giuseppe Ruggiero
  • Giuseppe Sorisi
  • Giusy Cavalieri
  • Gloria Cacciapaglia
  • Graziano Ferro
  • Greta Marinari
  • Jocelyn Holmes
  • Liana Celano
  • Lilia Greco
  • Loredana DApote
  • Luciana Preti
  • Marcello Ciancio
  • Marco Moni
  • Margherita Polizio
  • Maria Elena Pedroni
  • Maria Grazia Fiore
  • Maria Rita Ciceri
  • Mariachiara Giorda
  • Marina Leoni
  • Marina Medi
  • Marinella Guzzi
  • Mario Guaraldi
  • Massimiliano Busnelli
  • Maurizio Châtel
  • Michela Fragona
  • Nicole Montanari
  • Nicoletta Farmeschi
  • Nicoletta Fiori
  • Noa Carpignano
  • Paola Roggero
  • Pietro Di Miceli
  • Raffaella Vivaldini
  • Roberto Didoni
  • Roky Bloisi
  • Romeo Portesan
  • Rosangela Mapelli
  • Rosanna Imbrogno
  • Rosanna Lo Piccolo
  • Rossella Kohler
  • Sandra Miotto
  • Sascja De Giosa
  • Serena Fusco
  • Silvana Citterio
  • Stefania Antro
  • Stefania Tidda
  • Stefano Zampieri
  • Vilma Gervasoni
  • Vincenzo D\'Aloisio
  • Virginie Pasquon
  • Walter Criuscoli